CAV Roberta Lanzino
"Il Centro contro la violenza alle donne “Roberta Lanzino” nasce a Cosenza nel 1988, in seguito allo stupro e al femminicidio di Roberta Lanzino, come risposta collettiva di donne che hanno scelto di rompere il silenzio sulla violenza maschile contro le donne e trasformare il dolore in impegno politico, culturale e sociale. "

Da oltre 35 anni rappresenta un presidio fondamentale nel contrasto alla violenza di genere, contribuendo a rendere visibile ciò che per troppo tempo è rimasto nascosto: la violenza domestica, familiare e relazionale.
Il Centro accoglie donne in temporaneo stato di difficoltà per violenza, offrendo ascolto, sostegno e percorsi di fuoriuscita dalla violenza in uno spazio sicuro, gratuito e non giudicante, fondato su riservatezza, anonimato, autodeterminazione e rispetto dei tempi e delle scelte di ciascuna. Il lavoro del Centro è portato avanti da un gruppo di attiviste e professioniste – operatrici di accoglienza, avvocate, psicologhe, assistenti sociali, orientatrici al lavoro – che condividono una visione politica femminista e un impegno concreto nel contrasto alla violenza maschile sulle donne.

Nel corso della sua storia, il CAV Lanzino è stato attivatore di cambiamento culturale e sociale: dalla costituzione di parte civile nel processo per l’uccisione di Roberta Lanzino, all’attivazione del Telefono Rosa della Calabria, dalla gestione della Casa Rifugio all’adesione al numero nazionale antiviolenza 1522. Il Centro è inoltre socio fondatore della rete nazionale D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza, riferimento fondamentale nel contrasto alla violenza maschile sulle donne e nella costruzione di pratiche politiche e culturali condivise tra i centri antiviolenza italiani.
Accanto al sostegno diretto alle donne, il Centro promuove da sempre attività di prevenzione, formazione e sensibilizzazione: percorsi nelle scuole, formazione per operatrici e professioniste, campagne pubbliche, produzione di materiali informativi e un costante lavoro di rete con istituzioni, associazioni e realtà territoriali. L’obiettivo non è solo intervenire sull’emergenza, ma costruire un cambiamento strutturale, culturale e politico che renda possibile una società libera dalla violenza maschile sulle donne.